È un peso
La mia apparente sensibilità
Al dovere e alla trasformazione
Cose e oggetti creati, strutture
Alleggeriscono l’anima primordiale
Nel suo viaggio
Al termine dell’abisso
Violentate le sponde
Dell’essere essenza
Rinominate
Simboliche
Distopiche
Memorie
Collegate al vuoto
Inanellate in catene infrangibili
Spesse come diamante
Incolpevoli di giudizio
Lente nell’apprendimento
Nella saponificazione
Nell’ombra
Intrappolate nel ghiaccio
infranto o innamorato
perduto o in orbita
immutabile e morta
spirito robot pietra
o vita in incosciente progresso
assuefatto al gioco del potere
interno, consumato dalla magia
o dal resistervi
per non aprire quella porta
non quella
non ancora
l’unica via