fuori le cose sono svuotate dall’interno
i sopravviventi ridono nell’aldilà
gli occhi che non riflettono immagini
l’inerzia muove i loro passi
la strada è stracciata per sempre
i deboli poteri del passato
dei luoghi e delle abitudini
sono infranti e le pareti
di tutto questo sono annerite
tutto ancora accade, ma nel silenzio
delle stanze percorse da loro
da chi guarda nell’illusione
l’aria è stracciata
Niente è come allora
quando gli oggetti erano colorati
niente è come allora
tutto è in bianco e nero
nemmeno il sogno può svegliarli
li consumano come caramelle
tutto mangiano e gettano la carta
tutto è perduto deprivato del senso
cuori sono mangiati tra i bocconi di pollo
impanato sul sedile del passeggero
sono venuto qui per non morire
e la morte mi circonda